Società Italiana Interdisciplinare per le Cure Primarie

IISPC - Italian Interdisciplinary Society for Primary Care
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Congresso Nazionale

7° CONGRESSO NAZIONALE SIICP; BARI, 28 – 30 marzo 2019

“VALUE BASED HEALTHCARE”: UNA SANITA’ BASATA SUL VALORE

CENTRALITA’ DEL PAZIENTE, EFFICIENZA GESTIONALE, QUALITA’ DELLE CURE 

Creare una Sanità fondata sul “valore”, ovvero un’assistenza sanitaria basata sugli esiti di salute generati anziché sui volumi di prestazioni erogate, è la sfida più importante che ci attende per mantenere il nostro SSN economicamente sostenibile, preservandone al tempo stesso il suo carattere universalistico, garanzia di equità sociale, e di apertura all’innovazione.
In realtà i sistemi sanitari di tutto il mondo hanno grandi difficoltà economiche e di sostenibilità, correndo il rischio di indebolire la crescita e lo sviluppo globale e lasciare milioni di persone nel mondo senza cure adeguate, anche per le malattie più semplici.
L’orientamento alla “Value Based Health Care” deriva quindi dalle esigenze basilari o universali di qualsiasi sistema sanitario, con l’obiettivo di migliorare i risultati clinici e ottimizzare il rapporto costo/efficacia dei sistemi di assistenza sanitaria.

I cinque pilastri di questa sfida sono:
1) Identificazione di gruppi omogenei di pazienti
I soggetti cui indirizzare gli interventi clinico-assistenziali sono identificabili per classi di rischio e/o specifiche condizioni cliniche e stadiabili in sottoclassi di complessità, in funzione dello stadio clinico della patologia principale di riferimento e/o delle condizioni associate.
La necessità di pagare solo ciò che ha valore richiede una trasformazione radicale verso il finanziamento per patologia, in primis per le patologie croniche che assorbono circa l’86% della spesa sanitaria totale.
È necessario quindi Impostare modelli di presa in carico innovativi, che consentano di:

  • Misurare esiti e costi per ciascun paziente: misurare e monitorare costantemente il valore (esiti di salute e costi del ciclo di cura) al fine di avere le informazioni necessarie per migliorare continuamente. La mancanza o frammentarietà, anche nei sistemi più evoluti, di queste informazioni sta alla base dell’inefficienza attuale. Gli esiti da misurare e la raccolta dei dati di costo deve seguire la logica dell’intero ciclo di cura e non, come spesso accade, quella del flusso di spesa isolato.
  • Finanziare l’intero ciclo di cura: spostare il modello di finanziamento verso sistemi che incentivino, contemporaneamente, a migliorare gli esiti di salute e ridurre i costi. Ne sono alcuni esempi i bundle payment del ciclo di cura, quelli che coprono un periodo definito di tempo per le condizioni croniche (solitamente annuali) o una strategia preventiva per una determinata tipologia di popolazione.

In questo contesto, il payer pubblico, che in un sistema finanziato a quota capitaria si assume il rischio completo per i costi totali di assistenza e di esito per l’intera popolazione (sani e malati), può stringere accordi di condivisione del rischio in un modello in cui i provider si assumono la responsabilità per gli esiti e i costi di cura specificamente legati ad uno specifico percorso assistenziale ed il paziente, sottoscrivendo un “patto di salute” è reso consapevole (empowerment) e coinvolto (engagement) nella gestione del proprio percorso di cura.

2) Approccio alle cure multidisciplinare e paziente-centrico;
Organizzare le Integrated Practice Unit: vuol dire erogare le prestazioni sanitarie passando da una logica “a silos”, per specialità, a una interdisciplinare, in cui al centro si pone il paziente con i suoi bisogni di salute e un team multidisciplinare prende in carico l’intero ciclo di cura della condizione del paziente e delle eventuali complicanze e circostanze ad essa correlate.
Di qui la necessità di prevedere nei nuovi LEA non solo nuove prestazioni, ma nuovi modelli e nuove metodologie per erogare prestazioni.

3) Focus centrato sugli esiti
Migliorare la capacità di valutare gli esiti (dimostrazione del valore delle terapie e dei percorsi di cura), consente di massimizzare l’efficacia degli interventi (migliori esiti con minore consumo di risorse) indirizzando il sistema verso modelli di finanziamento non più basati sui volumi di prestazioni ma sui benefici prodotti.

4) Integrazione Funzionale e Strutturale tra i diversi livelli di assistenza
Integrare fisicamente i setting di cura (CPT-Centri Polifunzionali Territoriali; UCCP-Unità Complesse di Cure Primarie) consente di evitare frammentazione e duplicazione nell’erogazione. Per fare ciò occorre definire lo scopo dell’integrazione, concentrare i volumi in meno sedi, sceglierne oculatamente la localizzazione e integrare il ciclo di cura tra le diverse sedi.
Ciò comporta sostituire il sistema ospedalo-centrico e frammentato con uno a rete, dove i diversi attori collaborano e in cui è prevista un’unica tariffa di presa in carico. Un’organizzazione integrata che metta in rete tutti gli attori del sistema con misure e metodi in grado mettere al centro la persona e di avere il paziente al centro, basata sugli esiti di salute.

5) Piattaforme informatiche integrate
I sistemi devono dotarsi di strumenti informativi e di flussi interconnessi che consentano di misurare esattamente il consumo di risorse di salute della popolazione per classi di patologia, ponendo una adeguata attenzione all’efficienza delle prestazioni per evitare sistemi frammentati ed economicamente inefficienti. Quindi un percorso clinico organizzato “trasversalmente” e una nuova metodologia di lavoro basata sulla comunicazione e sulla messa in comune delle informazioni relative ai pazienti.

È evidente che in questo scenario la Medicina Generale e l’intero comparto delle Cure Primarie giocheranno un ruolo strategico fondamentale e insostituibile. Ora è necessario mettere in cornice sistemica tutti i “laboratori” dell’innovazione nati su tutto il territorio nazionale come esplorazione episodica e che invece devono integrarsi a vicenda e costruire un percorso politico-culturale di lungo periodo.
In quest’ottica la formazione professionale riveste un compito essenziale, per far fronte alla esigenza di attribuire al MMG nuovi compiti e nuove competenze, ampliandone anche le capacità diagnostiche, e la necessità di dare definitivamente il via al processo di riorganizzazione e riqualificazione della sanità territoriale attraverso un forte indirizzo verso lo sviluppo di Forme Associative Complesse a crescente livello d’integrazione professionale.